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CARO BUS, D'ALESSANDRO ŤAUMENTI NECESSARI ESENTATE LE FASCE DEBOLIť .

L'AQUILA L'aumento è necessario, ma il disegno di legge sulla rimodulazione tariffaria dei trasporti è una rivoluzione dice il firmatario Camillo D'Alessandro. «Una rivoluzione sulle esenzioni e l'equità con cui saranno distribuiti i costi sulla popolazione, sulla tipologia di taglio alle corse e sui benefici previsti per le utenze disagiate». Il consigliere delegato ai Trasporti, insomma, difende su tutta la linea il testo duramente criticato dalle opposizioni e spera di portarlo all'approvazione del prossimo consiglio martedì. «Gli aumenti - spiega D'Alessandro - saranno al massimo del 15% e cioè di 2 euro sugli abbonamenti mensili e di 15 centesimi sui titoli di viaggio singoli, con una differenziazione che verrà fatta in favore delle zone interne. Aumento necessario per evitare che nel futuro succeda quanto è accaduto quest'anno e cioè di scontare 8 milioni di euro di sanzioni, e non di tagli ai trasferimenti, per il mancato rispetto nel 2012 e nel 2013 del rapporto tra costi e ricavi, quando Sospiri beveva Crodini in consiglio». Secondo la legge, infatti, i primi devono essere coperti almeno per il 35% dai secondi, «e invece - continua D'Alessandro - ci siamo ritrovati corse inutili attivate sotto casa del potente-prepotente di turno che hanno generato oltre 2 milioni di km non retribuiti».

La legge prevede oltre agli aumenti, che scatteranno probabilmente già a settembre, anche una serie di esenzioni: ai disoccupati o ai lavoratori in mobilità che devono frequentare corsi di formazione o aggiornamento (il 50%), agli studenti «e soprattutto alle classi meno abbienti - continua il consigliere delegato -, con una esenzione totale prevista per le soglie di reddito Isee sotto i 15mila euro. Oggi pagano tutti la stessa tariffa».

CALAMITÀ

Infine un pensiero ai Comuni che hanno subito danni dal dissesto idrogeologico o da calamità, che avranno un fondo dello 0,1% (circa 1,7 milioni di euro) dedicato a coprire i maggiori costi per il trasporto studenti. L'obiettivo è di arrivare al 2019, quando si aprirà il mercato, con un sistema di trasporto equilibrato e in grado di evitare le sanzioni milionarie che, comunque, saranno applicate anche per i prossimi due anni. Per questo oltre all'aumento delle tariffe si sta procedendo al taglio dei km percorsi: «Ne abbiamo già tagliati 800mila senza che nessuno se ne accorgesse - spiega D'Alessandro - ne taglieremo altri 1,2 milioni, ma non come fece il centrodestra nel 2011 in modo orizzontale, ma entrando nel merito ed eliminando le corse doppie e quelle vuote, fatti salvi i servizi essenziali che sono quelli per operai e studenti».

Poi sulle spese per i dirigenti e gli amministrativi, D'Alessandro lascia parlare i numeri: «Nel 2013 le tre aziende oggi fuse in Tua (Arpa, Gtm e Sangritana, ndr) - spiega - spendevano 2 milioni 73mila euro per i dirigenti, oggi si spende 1 milione 367mila euro e i dirigenti sono 9 anziché i 16 previsti dal tabellario Astra. Così per gli amministrativi: abbiamo azzerato, cioè portato a zero, il costo degli straordinari che prima era di 307mila euro e abbiamo ridotto le indennità di trasferimento da 109mila a 58mila euro».

 
 
 
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