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BUS, IDROGENO NEL MOTORE PER ABBATTERE LO SMOG TUA ANNUNCIA LA SPERIMENTAZIONE ENTRO TRE ANNI.

PESCARA Metti l'idrogeno nel motore e il temutissimo Pm10, le polveri sottili che costituiscono una delle minacce maggiori per la salute dall'aria, hanno le ore contate. Calma, perché il progetto presentato ieri dalla Regione e dalla società del Trasporto pubblico locale, Tua, è solo un primo passo verso il futuro. Comunque una buona notizia per l'Abruzzo, che può giocare d'anticipo sulla piattaforma nazionale Idrogeno che sarà presentata a Bruxelles il prossimo novembre per rispondere alla Direttiva europea del 2014. Il combustibile pulito, che in via sperimentale andrà ad alimentare entro tre anni una parte dei bus pubblici, è in realtà una miscela composta per il 30% da idrogeno e il restante 70% da metano: l'idrometano appunto, con cui si inizierà una lunga marcia di avvicinamento verso la mobilità sostenibile nel tentativo di educare anche la cittadinanza locale all'uso del combustibile alternativo. L'obiettivo ancora più ambizioso è quello di far viaggiare la flotta di Tua, entro 5 anni, con il biometano, sfruttando le tecniche che consentono la produzione di idrogeno a bordo degli stessi veicoli. Roba da fantascienza. Intanto si parte con la firma del protocollo tra il presidente di Tua, Luciano D'Amico e il sottosegretario della giunta regionale Mario Mazzocca, delegato all'Ambiente. Un progetto che in realtà coinvolge un'altra lunga filiera di soggetti interessati al progetto idrogeno: le università dell'Aquila, Pisa, Perugia; il Ministero dei Trasporti, l'Enea (l'Agenzia nazionale per l'energia e lo sviluppo economico sostenibile). Da non trascurare il business, perché i produttori nazionali e locali di idrogeno sono altrettanto attenti a questo approccio abruzzese al nuovo combustibile.
LE TAPPE Le tappe sono tracciate: entro un anno si partirà con l'impiego di mini bus alimentati a idrometano nell'area metropolitana Chieti-Pescara, quella a più alto tasso di inquinamento atmosferico dovuto alle micro polveri. «Fino a due metri e cinquanta da terra sono una seria minaccia - spiegava ieri D'Amico». Chiedere alle mamme con passeggino. La tappa successiva, da portare a termine entro il prossimo triennio, punta alla messa in circolazione di 64 mezzi di Tua alimentati a idrometano, sugli 82 a metano già in servizio (il 9% della flotta). Il futuro, come detto, dovrebbe tagliare il nastro fra 5 anni. Nel mezzo ci sono tutta una serie di passaggi piuttosto delicati che riguardano la sperimentazione e la omologazione dei nuovi motori Solaris, soggetti a severissime verifiche e controlli su strada. Spiega Mazzocca: «Con questa iniziativa vogliamo contribuire ad abbattere l'inquinamento nell'area metropolitana Chieti-Pescara, dove si registrano i dati peggiori». D'Amico ricorda che si tratta di proseguire sul solco di una strategia già avviata dal trasporto pubblico locale con l'impiego dei mezzi a metano. Anche se quelli extraurbani che adottano il combustibile pulito sono per il momento soltanto due, sulla tratta Pescara-Penne. Gli altri viaggiano a gasolio. «Il nostro obiettivo - ribadisce il presidente di Tua - è ridurre la grande quantità di poveri sottili presente nell'atmosfera. La Commissione europea è già attiva su questo fronte e l'Abruzzo sarà in pole position quando, nel mese di novembre, sarà attivata la piattaforma sul Piano nazionale per la Mobilità a idrogeno che il governo dovrà presentare a Bruxelles entro l'autunno del 2017». A tutto questo si aggiunge naturalmente anche il risparmio di gestione che Tua punta a realizzare con il passaggio al nuovo combustibile.

 
 
 
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